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giuseppebottazzi © 2018 

giuseppe bottazzi
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oggettività: capire il vino buono non è difficile. basta berlo qualche anno, basta qualche degustazione e qualche visita in cantina. condicio sine qua non però rimane però la preparazione, leggere qualche libro: la sovversione necessaria di luigi veronelli, non è il vino dell’enologo di corrado dottori, impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura corso sull'agricoltura di rudolf steriner, l’elogio dell’invecchiamento ed il vino degli altri di andrea scanzi, storie di coraggio di oscar farinetti e shugeru hayashi, atlante mondiale dei vini di janis robinson ed hugh johnson.. ed avere un amico sommelier ais che si chiama marco catena

 

soggettività: indipendentemente dalle guide e dall’oggettività quando si parla di vino c’entra solo la soggettività. se ti piace un vino quello è il tuo vino e quindi nulla o nessuno può confutare le tue sensazioni. quand’è che il vino è magico? quando è condiviso e quando la soggettività sensazionale è la medesima nel momento in cui lo si degusta ma sopratutto con chi.. 

 

segue una lista di vini veri e buoni. bottiglie aperte, altre da aprire e altre da cercare..

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